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Vigna Cec 

9 settembre 2017

Barbera grapes form Vigna Cec. (covered by leaves)

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Barbera recovering after early hailstorm.

1 settembre 2017

J​How strong is the vine and what is the likelihood of it recovering from a hailstorm early on in its development?

The pictures show the damage today, now that we’re harvesting, on the shoots, stems and bunches in the Vigna Orto vineyard, planted with Barbera AT84 on SO4 in 1995.
Obviously there are some unripe grapes, some red ones and some dry ones too, which will be  removed during the  selection process. This is the result of the blows received from the hailstones. But we musn’t complain because at least we still had some Barbera to harvest!

Quanto è resistente la vite e quante possibilità di recupero ha se la grandinata arriva presto?
In foto i danni odierni, al momento della vendemmia, su tralci, piccioli e grappoli nella Vigna Orto impiantata con Barbera AT84 su SO4 nel 1995.
Ovviamente c’è qualche acino verde, qualche altro rosso e qualche altro secco, che verranno selezionati in pigiatura, conseguenza delle botte dei chicchi di grandine.
Quindi mai lamentarsi anche perché un po’ di Barbera è rimasta! 

Barbera #harvest17

30 agosto 2017

Yesterday we started picking the Barbera in the Vigna Margherita vineyard, to make our #Nizzadocg 2017.

I’ve never harvested this early and never had such tiny bunches and grapes,   which are withered and, in some cases, dried out.
Considering the year we’ve had (frost, hail, drought and sunburn), we shouldn’t really complain about the quantity.
As far as the final quality of the wine is concerned, it’s far too soon to say, because I’ve never seen a harvest like this before.
In the cellar, we’ve decided to adapt to the grapes and we’re going to opt for a quite short period of maceration on skins, maybe 8-10 days, at a maximum fermentation temperature of 27-28°C to try and prevent the inevitable “candy” flavour typical of withered or dehydrated grapes. We want to bring out all the red fruit and freshness of the Barbera, helped by the fact that we have lots of concentrated acidity.

Ieri abbiamo iniziato a staccare la Barbera della Vigna Margherita per il #Nizzadocg 2017.
Mai vendemmiato cosi presto, mai avuto acini e grappoli così piccoli, acini appassiti ed alcuni secchi.
Per come è andata la stagione (gelo, grandine, siccità e bruciature del sole), non dobbiamo lamentarci per la quantità.
Sulle qualità finale del vino, per il momento, non posso sbilanciarmi perché non ho mai visto una vendemmia così.
In cantina abbiamo deciso di adeguarci alle uve e faremo macerazione sulle bucce abbastanza corta, tipo 8-10 gg e temperatura massima di 27-28°C in fermentazione per cercare di ovviare l’inevitabile sapore di “caramella” tipico delle uve appassite o disidratate. Noi vogliamo far uscire la frutta rossa e la freschezza della Barbera aiutati dal fatto che di acidità ne abbiamo perché si è concentrata.

Natural grass covarage in the vineyards

28 agosto 2017

The photos taken this morning are perfect to explain why full natural grass coverage in the vineyards is successful and why leaving nature to its own devices, in this area, is the best way forward, even in such hot and especially dry years.

Despite being exposed completely south-west, the Dolcetto vineyard has shown no signs of stress due to a lack of water or too much heat, because the grass cuttings, which we left on the ground, favoured natural mulching, reducing the loss of humidity by the soil and affording the ground some protection against direct sunlight.

These advantages accompany the main ones, which encouraged us, more than 20 years ago, to stop tilling the soil in the vineyards:

– soil conservation to prevent erosion
– less flushing out of organic substances
– better surface structure of the ground, which becomes more adaptable to different climatic conditions.

Sono perfette le foto scattate questa mattina per spiegarvi il perché della conduzione del vigneto interamente in inerbimento naturale e del perché, su queste terre, la non lavorazione sia il presente ed il futuro anche in concomitanza di annate così calde ma soprattutto asciutte.
Il vigneto di Dolcetto, pur essendo in pieno sud-ovest, non ha manifestato sintomi da stress idrici o di calore perché lo sfalcio dell’erba ha favorito una naturale pacciamatura del suolo che ha ridotto la perdita di umidità del terreno e agevolato una protezione del terreno dai raggi diretti del sole.

Questi vantaggi si uniscono ai principali che ci hanno spinto, più di 20 anni fa, ad interrompere le lavorazione del suolo in vigna:

– conservazione del suolo evitando l’erosione
– meno dilavamento delle sostanze organiche
– migliore struttura superficiale del terreno che diventa più adattabile alle diverse condizioni climatiche.

#harvest17 

25 agosto 2017


The first day of the grape harvest is always a special moment, a sort of release of the tension that has built up in your body and mind.

This year it really will be a release, from one of the most complicated vintages ever, in which we expect a drop in yields per hectare of about 40%.

Frost, hailstones, scorching hot sun and, above all, drought, have made this summer a nightmare, and it has given us the earliest harvest within living memory.

If I’m honest, this is the first time that we’ve been slightly confused as to what the outcome might be, because the low yields are joined by the fact that there is a certain quantity of withered grapes, which could influence the characteristic red freshness of the Barbera.

Rugiada 2013 

1 agosto 2017


At long last, after more than 33 months in wood (110-litre casks), it’s time to rack our Rugiada 2013 and prepare it for bottling. 

After at least a year in the bottle, it’ll be ready to go on sale.

Finalmente dopo piu di 33 mesi in legno (botticelle da 110 litri) è venuto il momento di travasare il Rugiada 2013 e di prepararlo per l’imbottigliamento.

Dopo un anno minimo in bottiglia, sarà pronto per essere venduto.

Inizia la volata finale..

6 luglio 2017

Invaiatura iniziata con forte anticipo anche quassù.

Il #Dolcetto è sempre la prima uva perché parte da una acidità molto più bassa e quindi il cambio di pH è evidentemente prima.

Contrariamente alle altre annate, l’invaiatura inizia prima nelle zone tradizionalmente più fresche del vigneto, se ancora si possono chiamare così, e poi sulle schiene e sui poggi dove maggiore è la crisi di acqua.