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Sul pane e la vita da amare come la terra.

24 settembre 2011

L’Epopea di Gilgamesh racconta che l’uomo da selvaggio diventò uomo quando imparò a fare il pane e a vivere di pane. Non si può parlare di pane senza far riferimento alla terra da cui deriva, una terra madre che ci chiede di essere lavorata per vivere, ma anche di essere rispettata, non violentata, perché tutti, uomini, piante, animali, siamo coinquilini, soggetti di diritti che vanno tutelati e sinfonicamente affermati. Oggi si fa urgente un comandamento: ama la terra come te stesso. Sulle nostre sementi selezionate da generazioni incombe una minaccia: su questa opera anonima e grandiosa dei contadini dell’umanità si vorrebbe delineare una storia futura di privatizzazione, in cui questo patrimonio universale fatto di semi e acqua potrebbe finire nelle mani di poche multinazionali. E allora ripensiamo al pane che ha aperto il cammino verso la nostra umanizzazione, che rappresenta una realtà precisa ed effettiva ma anche un simbolo, un sistema di segni concreti che stabilisce un sapere preciso e con la sua materialità di alimento si impone ai nostri sensi. Il profumo del pane sfornato al mattino raggiunge le nostre narici ancor prima della bocca e trasmette un sentimento di vita fin dalle prime ore della giornata; il pane si frantuma, si spezza e anche l’udito partecipa alla sua esperienza, passando per le sue innumerevoli forme. Accanto ad esso, che rappresenta la fatica quotidiana, si affianca sempre il vino che a differenze del pane che va masticato, va semplicemente accolto. Non di solo pane, però, vive l’uomo. La sua umanizzazione ha bisogno di qualcosa che trascenda il pane: c’è in noi una fame continua di diventare uomini perché l’umanità è una condizione di transizione tra l’animale e l’umanità vera e propria verso cui tendiamo. “L’anello mancante tra la scimmia e l’uomo siamo noi” disse Konrad Lorenz. Diventare umani: questo è il compito di ognuno di noi. Il pane della libertà ci indica un cammino verso questa umanizzazione, in cui la libertà va esercitata e mai mendicata, tenendo presente che c’è sempre un’occasione, ogni giorno, per dimostrarsi capaci della libertà.

Enzo Bianchi

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