Skip to content

Flavescenza, percezione, contadini…

7 settembre 2013

Riflessioni di una mattinata in vigna dopo aver discusso con un contadino di flavescenza dorata.

20130907-082528.jpg

Il problema serio è l’ignoranza e la disinformazione perché la maggioranza dei contadini e dei produttori non conosce e riconosce così bene la malattia: “son sulamént del feië ruse”.

20130907-082800.jpg

Quindi come in tutte le cose servirebbe della formazione con una informazione precisa e corretta sul come si può attuare una precisa lotta alla malattia o almeno tentare di limitare i danni.

Non si può permettere di lasciare in vigna le piante infette e sperare che la malattia diminuisca la virulenza per miracolo divino.

Basta con le svariate riunioni o conferenze dove si parla parla da anni senza aver mai attuato una strategia forte e condivisa di lotta alla FD.

20130907-083132.jpg

Qui in zona non sarebbe difficile attuare questa tattica dato che poche cooperative concentrano oltre il 50% dei viticoltori.

Partendo da questi si dovrebbero sensibilizzare tutti i contadini che, non conoscendo la FD, spesso la confondono con altre malattie o carenze.

20130907-083443.jpg

Per i contadini esiste poi il lato romantico della cosa.

Provate voi a convincerli a tagliare viti che hanno ricevuto in eredità, viti impiantate dai genitori e spesso dai nonni.

Le persone anziane davano e danno alla vite il vero valore che vorrei potesse riconquistare: erano spesso l’unica vera fonte di sostentamento per il nucleo familiare.

La vite era regina e dote per superare anni veramente duri per la ruralità piemontese, soprattutto a cavallo delle 2 guerre mondiali.

Io ora, girando in vigna, taglio le piante infette sempre pensando alla faccia che farebbero mio nonno e mia bisnonna.

Sarebbe stato arduo far digerire loro che, il taglio, è l’unica arma in nostro possesso.

20130907-084021.jpg

20130907-084306.jpg

20130907-084348.jpg

Come si vede da queste foto, per un occhio esperto, è facile riconoscerla con la conferma della necrosi perfetta dei vasi linfatici.

Ad un contadino non esperto il primo indizio è sicuramente l’aborto floreale o del grappolo già formato.

20130907-084932.jpg

20130907-084942.jpg

Questa è la situazione dalla parte dei produttori.

Annunci
3 commenti leave one →
  1. 7 settembre 2013 9:57 am

    E’ davvero subdola, divulgazione ed informazione per combatterla 🙂

  2. 7 settembre 2013 10:52 am

    Reblogged this on MAXIMUSOPTIMUSDOMINUS and commented:
    A good lesson . . .

  3. 7 settembre 2013 10:59 pm

    Nel lontano 1999 dopo avere partecipato ad un convegno a Santa Giulietta tornai a casa molto allarmato da quello che avevo visto e sentito. …cominciammo subito a fare controlli in vigneto e già nello stesso anno consigliai ad alcuni soci della cooperativa per cui lavoravo di trattare e di estirpare le piante malate.
    In quel periodo e ancora per diversi anni dopo molti di coloro che adesso fanno le crociate ci misero letteralmente in croce ( comprese le organizzazioni professionali) e perdemmo il treno della prevenzione. ..
    Non possiamo parlare di ignoranza dei viticoltori ma piuttosto scarsa professionalità da parte di coloro che dovevano studiare e divulgare strategie di difesa.
    In altre regioni la situazione non è drammatica come in Piemonte ma nonostante questo se parliamo di norme continuiamo ad essere penalizzati e soprattutto pare che molti addetti ai lavori non riescono a collaborare. ..

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: