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Non premi ma…

8 ottobre 2013

Nel mezzo di una vendemmia d’altri tempi per tempistica e condizioni climatiche, mi fermo un attimo e rifletto su cosa succede in giro.

Da una parte le patinate riviste specializzate stanno distribuendo, più o meno alla solita maniera, premi, riconoscimenti, 3 bicchieri, 5 grappoli, 90 ed oltre centesimi, soli, chiocciole e cose simili, dall’altra il silenzioso lavoro dei contadini che stanno cercando di vincere il braccio di ferro con l’ostica annata 2013.

Sembrano non appartenere allo stesso mondo.

Di conseguenza, sui social, aziende che si beano e vantano dei vari premi in anemiche comunicazioni tralasciando la vera essenza del web: quella di comunicare contenuti interessanti al consumatore, di parlare e spiegare al cliente finale il nostro mondo e così dare valore a terra, territori,vini e persone.

Se dovessi esprimere un desiderio per la mia zona, per i produttori di questa zona, martoriata quest’anno da tromba d’aria e 4 grandinate, non vorrei nessun premio, nessun riconoscimento numerico niente di tutto ciò. (Anche se sono conscio della piccola residuale importanza che ancora rivestono).

Vorrei che ad ogni singolo contadino venisse riconosciuta la fatica e la tenacia silenziosa nel ripristinare le case ed i vigneti, vorrei potessero avere visibilità quelle vigne distrutte come i palmi delle mani di chi gli ha ridato vita.

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Vorrei venisse comunicato sui social il sudore, la paura e la rabbia di eventi a cui non si è preparati, lo sconforto delle grandinate per spiegare davvero cosa ci sarà nelle nostre bottiglie targate 2013 e perché possano essere valorizzate come meritano.

In un primo momento, causa sconforto e meteo avverso, pensavo di non fare le selezioni, di non produrre Nizza e nessun cru, ma di cercare di fare bene le Barbera base ed il Superiore intermedio.

Poi il tempo di settembre ci ha dato l’energia per osare, il calore per continuare a lavorare e di scommettere sulle vigne e sul territorio.

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L’altro giorno mi è stato chiesto quale fosse il mio stato d’animo rispetto alla vendemmia 2013 e risposi che ero letteralmente eccitato, pieno di energia e curioso dei vini che verranno alla luce.

Troppo facile e scontato fare un buon vino con annate come il 2011 od il 2012, mi da molta più soddisfazione provare a tirare fuori il massimo dalle mie vigne questo anno avendo tutto contro.

20131008-190008.jpg

Questo lo stato d’animo mio ora, che sono un produttore come tanti, e come tanti alle volte reagisce in maniera decisa verso ciò che legge o sente e che non ha nessun senso logico.

Integralisti no, contadini amanti della terra e del proprio lavoro si.

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4 commenti leave one →
  1. 8 ottobre 2013 10:36 pm

    Grande. …non si può aggiungere altro. ..

  2. 10 ottobre 2013 10:30 pm

    Belle parole Pres, io sono uscito oggi dalla vigna con il fango sino alle orecchie,, il vero aspetto critico è che quello che proviamo noi non conosce parole per comunicarlo, per quello faccio il vino nella speranza che venga compreso nella sua bellezza.

  3. 11 ottobre 2013 6:50 pm

    Ciao Gianluca, quel che hai scritto mi è piaciuto.
    Cari Paolo e Gianluca per me vale mille volte di più trascorrere una giornata nella nostra “Terra” con un nostro cliente che vincere un premio che “non serve” neanche a chi lo assegna.
    Iniziamo a non mandare i campioni alle Guide ed a non parlar più di loro….saranno costretti a “fare” del giornalismo anziché gossip.
    Un caro saluto.

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