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2013 tra paura, delirio e la dote dell’attesa.

18 ottobre 2013

Scrivere, comunicare sull’annata 2013 e sulla conseguente vendemmia non è cosa facile senza cadere negli euforici commenti di scaduti giornalisti che la annunciavano “del secolo”, “storica” e “da ricordare” o su altri che, in modo azzardato, l’avevano classificata di poco interesse.

Sulla parola “ricordare” sono d’accordo anche se, per chi l’ha vissuta in vigna, ricordarlo sarà la cosa più facile di questo mondo.

Passerà alla storia insieme alla grande 1964, alla calda e scarsa (per l’epoca) 1971, alla diradata (da gelate e peronospora) 1978, alla torrida e precoce 1982 solo per ricordarne qualcuna recente.

L’annata 2013 sarà ricordata, nella mia zona, grazie alla data del 29 luglio per la tromba d’aria che ha devastato vigneti ed abitazioni, e che si va ad incastonare in una situazione molto complessa.

Da una parte una primavera molto fredda ha spostato in avanti il germogliamento tanto da partire con quelle 3 settimane di ritardo, sulla media degli ultimi anni, che poi ci porteremo dietro come vedremo.

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Queste piogge insistenti e ben cadenzate hanno causato una infezione peronosporica rilevante soprattutto nei crus e nelle posizioni più soleggiate perché godevano di somme termiche più favorevoli allo sviluppo del fungo.

Con l’avvento dell’estate la vite ha iniziato a vegetare tantissimo, alimentata dall’umidità del suolo, ricordando da vicino l’annata 2004. Il decorso estivo è stato buono senza punte di calore eccessivo e con temperature inferiori alla media degli ultimi 10/15 anni.

Essodoci stata alternanza tra giornate serene ed altre nuvolose, il più limitato fotoperiodo non ha concesso alla pianta di recuperare il tempo perso in primavera che anzi si è andato a dilatare con le 3/4 grandinate cadute tra fine Luglio ed Agosto soprattutto nel Sud-Astigiano.

Agosto incerto con tante piogge, tanti temporali di inusuale potenza ed energia lasciava presagire un finale in stile 2002 anno in cui ci fu una grandinata violenta la notte del 9 agosto 2002 e poi 19 giorni di pioggia sui restanti 22!

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L’invaiatura a fine agosto era ancora da completare cosa che non accadeva da decenni.

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Invece da fine agosto a tutto settembre il sole ha iniziato a donare calore alle piante, all’uva ed ai nostri cuori.

La nuova energia ci ha spinto a rifare un ulteriore diradamento per eliminare i grappoli danneggiati dalla grandine.

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Ed a togliere tutte le foglie nell’area produttiva (pratica non ancora usuale a Nizza)

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Poi è arrivata la parte più difficile: l’attesa.

Quell’attesa che per un contadino dovrebbe essere d’abitudine che invece quest’anno si è trasformata in delirante frenesia da parte di qualcuno e di qualche grande cooperativa nell’iniziare la vendemmia troppo presto con uve non mature.

Di conseguenza poi, le stesse grandi cooperative, hanno spinto sui consorzi per prima far ritoccare al ribasso gli alcool minimi delle uve e poi volendo consentire arricchimenti anche di 1,5 gradi con MCR.

Pazzesco il mio mondo.

Si lavora da schifo la vigna, la si vendemmia prima e poi si esigono certi favori?

Io vi dico che, anche qui da me, dove tromba d’aria e grandine sono stati inclementi, non c’era ASSOLUTO bisogno di modificare i parametri e di arricchire i mosti.

Bastava lavorare bene in vigna e ricondurre le rese entro quelle dei disciplinari. Stop.

Invece, molti, hanno fatto rese anche di 200q/ha (Repressione Frode dove cazzo sei?) per poi avere mosti e vini scadenti da “mettere a posto”.

I produttori veri, e sono i più e quelli che più conoscete, hanno avuto coraggio e possibilità di aspettare ed ora sono ripagati da una eccellente annata.

Mai avrei creduto di scrivere e pensare ciò ora a bocce ferme, mai.

Eppure la vite è una pianta rustica, forte e tenace ed alcune varietà in grado di ben recuperare i danni atmosferici.

Come interpretiamo noi il 2013 in Cascina Garitina?

Con macerazioni un pochino più brevi del solito in quanto la buccia era più sottile.

Primi 2/3 travasi molto tempestivi per ragionare sulla finezza dei profumi e terminare la malolattica più sul pulito.

Vi posso anticipare che, con il 2013, partirà il nuovo progetto di vinificare separatamente i 3 crus di Nizza e non più tutti in assemblaggio nel Neuvsent come succedeva dal 1993.

Ogni Neuvsent avrà l’indicazione della vigna e le sue caratteristiche in etichetta.

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Potevo sperare di più come regalo da Dioniso?

Ah si, forse un tramonto come questo per godersi la fatica di ottimi e promettenti frutti.

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3 commenti leave one →
  1. Pietro Municchi permalink
    18 ottobre 2013 6:05 pm

    Ho letto con grande piacere questo breve articolo ,così vero ,coraggioso e bello : bravo Gianluca ! Si impara molto dai ” veri Vignaioli ” ,molto di più che dalle stereotipe e supponenti tirate dei tanti critici enogastrologici ,più o meno prezzolati ,che invadono giornali ,guide , televisioni e Web .

  2. Andrea Faglia permalink
    19 ottobre 2013 7:47 pm

    Concordo con quanto detto da Pietro, con i tuoi articoli, mentre sorseggiamo il tuo nettare divino, danno un valore aggiunto ! La passione del far bene va coltivata in Italia, in diversi si sono scordati quali sono le nostre capacità, e di premiare chi da il via !!!!!
    Complimenti !!!

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