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Info on the 2014 grape harvest

29 gennaio 2015

Now that we’ve reached the middle of winter, it’s time to release a bit more information on how the 2014 grape harvest went.

Working in the cellar, the first things that catch your eye are the considerable salification noted when racking the wines and their colour concentration (I only make red wines).

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The climatic trend in 2014 changed constantly, with fine weather conditions prevailing from the end of August onwards, giving the vines the chance to mature progressively without excessive differences in temperature.
Excessively high temperatures (above 32°C) cause photosynthesis, many other plant activities and the consumption of acids (especially malo-lactic) to stop, so that the plants can defend themselves against the heat. 
This is why there was an outstanding accumulation of anthocyans and of acidity (tartaric, malic and succinic acids) in the grapes harvested in 2014.

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At the same time, summer rains made higher than average amounts of calcium and potassium available to the roots of the vines, and this is reflected in the 2014 wines (about 30% higher than usual).

Tartaric acid on one hand and K+ and Ca++ cations on the other generate, initially with aggregation and then with precipitation, the most well-known wine salts: “tartrates” which you can sometimes find on the bottom of the bottle or on the cork when the wines are stored horizontally. 

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These precipitations always take place during the wine maturing process, especially at low temperatures, until the natural stability created by the balancing of the content of the antagonists is reached.

This is also known as natural deacidification of the wines which, consequently, become smoother, more rounded and easier to drink.

In the 2014 grape harvest, Barbera, which is a naturally acidic grape variety, had average levels of total acidity of 7.80 to 8.30, with a pH of 3.30 upon completion of malo-lactic fermentation, so you can imagine how welcome natural deacidification is, also because the #Barberas that you find on sale have an average acidity that oscillates between 5.5 and 6.5 g/l of acidity with a pH (measurement of the strength of acidity) between 3.30 and 3.55.

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The reduction of the total acidity is necessary, but not too much, because with excessive reduction there would be a risk of losing the typicality and longevity of the wine in the bottle.

Acidity, freshness and salinity are the backbone of Barbera wines, because they contain only small amounts of tannin, and are the best qualities of a wine which is easy to pair and easy to drink, in all its different versions: young, fresh and fruity or an austere Barbera, matured in wood.

Italiano:

A metà inverno si possono dare alcune informazioni in più su come é andata la vendemmia 2014.

Lavorando in cantina le prime cosa che saltano all’occhio sono: la grande salificazione che si nota travasando i vini e la loro concentrazione di colore (io produco solo rossi).

L’andamento climatico del 2014 é stato altalenante e con tempo bello e stabile da fine agosto in avanti, dando la possibilità alla vite di un continuo avanzamento della maturazione senza eccessivi sbalzi termici.
É infatti il troppo caldo (oltre i 32°C) la causa di arresto della fotosintesi e di molte attività delle piante e del consumo di acidi (soprattutto il malico) per difendersi dal caldo.
Ecco il perché di uno straordinario accumulo di antociani e di una dotazione acida (acido tartarico,  acido malico ed acido succinico) di tutto rilievo nella vendemmia 2014.
In contemporanea le pioggie estive hanno reso disponibili alle radici delle viti maggiori quantitativi di calcio e potassio di cui i vini del 2014 sono molto dotati. (Circa il 30% in più del normale).

Acido tartarico da una parte e cationi K+ e Ca++ dall’altra generano, per aggregazione prima e precipitazione poi, i sali più conosciuti del vino: “i tartrati” che talvolta potete trovare sul fondo della bottiglia o attaccati al tappo di sughero quando conservate i vini coricati.

Queste precipitazioni avvengono sempre durante l’affinamento del vino, soprattutto a basse temperature, sino a raggiungere la naturale stabilità data dal bilanciamento del contenuto degli antagonisti.

Si chiama anche disacidificazione naturale dei vini che, di conseguenza,  diventano più morbidi, più gentili e più facilmente bevibili.

La Barbera che é un vitigno naturalmente acido aveva, nella vendemmia 2014, medie di 7.80, 8.30 di acidità totale con 3.30 di pH a fine malolattica, quindi potete capire quanto sia benvenuta la disacidificazione naturale anche perché, le #barbera che trovate in commercio hanno una acidità che oscilla, in media, tra i 5.5 ed i 6.5 g/l di acidità con pH (misura della forza dell’acidità) tra i 3.30 e 3.55.

Necessaria quindi la diminuzione dell’acidità totale ma non troppo perché si rischierebbe la perdita di tipicità e della longevità del vino in bottiglia.

L’acidità,  la freschezza e la sapidità sono la colonna dorsale dei vini Barbera anche perché poco dotati di tannini, e sono i pregi più belli di un vino facilmente abbinabile e bevibile in tutte le sue versioni: giovane, fresco e fruttato come una Barbera austera ed elevata in legno.

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