Skip to content

The tears of #Barbera

16 agosto 2015

At one time, when Barbera grapes ripened, the skin used to tear slightly and release a drop of juice.

image

The “stisa” (the dialectal term for “drop”) was one of the most evident indications that the Barbera was ripe, and harvesting operations would begin immediately.

image

After Sunday’s hailstorm, in the vineyards which suffered limited damage, we can see an effect reminiscent of the “stisa”, caused not by ripening, but by micro wounds inflicted by the smaller hailstones, and we could say that these are tears shed by the vine in mourning for its dead grapes (the larger hailstones reduced whole berries to pulp).

image

This happens because the plant is still vegetating and tends to fill up the berries with the considerable amount of water (about 70 mm) brought by the hailstorms.

image

As with the berries that have suffered greatest damage, we are hoping for fine weather, sunshine and a dry climate to help dry up the wounds.

image

Then we will decide whether to go through the vineyards are remove the affected berries or select the bunches during the harvest.

image

Where the damage is more evident, we will have to shorten the maceration on skins during fermentation, to prevent the wines from showing excessively woody or harsh tannins.

image

If the weather is on our side, hard work and clear thinking should save us.

image

“La Barbera l’à la stisa”

image

Una volta, quando la Barbera maturando lacerava la buccia e lasciava fuoriuscire una goccia di succo, “la stisa” (letteralmente la goccia) era uno degli indizi più probanti l’avvenuta maturazione della Barbera e si procedeva urgentemente con la vendemmia.

image

Dopo la grandinata di domenica nei vigneti con un danno più limitato, é possibile osservare un effetto che ricorda “la stisa” ma che é causato da micro ferite causate dai chicchi di grandine più piccoli.
I chicchi più grandi hanno direttamente spappolato tutto l’acino.

image

Questo fenomeno accade perché la pianta é ancora in spinta vegetativa e tende a riempire gli acini giovano si della notevole acqua (circa 70mm) venuta con i temporali grandinigeni.

image

Come per gli acini più largamente danneggiati ci si augura tante giornate di bel tempo, sole e clima secco per poter far seccare le ferite.

image

Poi valuteremo se passare a togliere gli acini colpiti, oppure fare selezione durante la vendemmia.

image

Dove i danni sono più marcati sarà necessaria una gestione più breve del periodo di macerazione sulle bucce durante la fermentazione per non avere poi nel vino troppi tannini legnosi o duri.

image

Se il clima ci aiuta, con lavoro e testa ci si può salvare.

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: