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Aggiornamento #vendemmia15 #harvest15 area #Nizza

27 agosto 2015

Dal 9 Agosto al 23 Agosto.

Come 15 giorni possono cambiare radicalmente una vendemmia e rendere, una volta di più, grottesche le previsioni degli “esperti” che si sono lette sulle varie testate.
Spesso esperti che non hanno mai messo piede in una vigna e non conoscono il complesso ecosistema di un vigneto.

Non sanno neppure le differenze e le influenze che un clima torrido e secco produce sulla vite e sui grappoli in confronto all’attuale umido, piovoso e freddo.

Il caldo e la siccità avrebbero portato ad una vendemmia:

-scarsa soprattutto nei terreni più magri
-uva sbilanciata con tanto zucchero e poca acidità (la vite si nutre dell’acido malico per difendersi dal caldo)
-quadro aromatico di minore completezza a causa del caldo che avrebbe “bruciato” molti aromi.
-mosti più difficili da gestire e da far fermentare in cantina
-di conseguenza vini più pronti ad un consumo immediato ma meno longevi

Potete capire ora il perché della mia risata quando ho letto che il “Caldo Africano fa bene alle nostre vigne” (articolo del Chianti)
I 15 gg hanno completamente ribaltato la situazione e, se non smettesse, i danni della pioggia verrebbero ampliati dalla crescita improvvisa degli acini che provocherebbero lacerazioni e quindi porte aperte alla botrite.

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From 9 August to 23 August.

How 15 days can dramatically change a grape harvest and make the forecasts of the “experts” presented in various publications simply grotesque – yet again.
Often these “experts” have never even set foot in a vineyard and have no idea of its complex ecosystem.

They have no idea of the influence that a hot, dry climate can have on the vine and on the bunches of grapes compared to the damp, rainy, cold situation that we’re experiencing at the moment.

Hot and dry weather would have led to a harvest with the following characteristics:

-poor yields, especially in poorer soils
-imbalanced grapes with lots of sugar and reduced acidity (the vine uses malic acid to defend itself against the heat)
-a less complete aromatic structure, due to the heat which would have “burned” a lot of the aromas.
-musts that would be harder to manage and harder to ferment in the cellar.
-consequently, wines ready for drinking sooner but with a shorter cellar life.

Now you can understand why I laughed when I read that the “African heat is good for our vineyards” (article of Chianti)
These 15 days have completely overturned the situation and if the rain doesn’t stop, the damage will be made even worse by the sudden growth of the berries, which would cause them to tear, opening up the door to rot.

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