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Rugiada 2011

1 gennaio 2016

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This is the new label of Rugiada 2011 because the words “quello che cerco l’ho nel cuore, come te” (what I’m seeking is in my heart, like you) perfectly sum up the steps that led me to create a Passito (raisin) wine from Barbera grapes way back in 2004, following an old tradition once observed in Piedmont’s farmhouses.

The grapes used to be hung up and stored, to be eaten during the family’s Christmas celebrations of Christ’s birth. Any leftover grapes were pressed to extract an elixir to offer anyone important who came to visit the farm, such as the priest, bishop or mayor.

I have been making Rugiada for more than ten years, and every time the wine is different because withering the grapes doesn’t level out the slight or more evident differences between one vintage and the next, it enhances them.
It’s absolutely fantastic to have a different wine every year to talk about in simple terms, because it’s the fruit of the combination of vineyard/soil/climate that so strongly characterises Barbera, which is an extremely sensitive grape variety.

The great thing about this wine is that, after pressing, it undergoes completely free fermentation which can be blocked every year at very different levels of alcohol content, due to the difference in the osmotic power exercised on the yeasts by the body of the wine and the sugars.
2011, for example, has 12.5% alcohol with 285 g/l of residual sugars and 8.10 total acidity, clearly the product of the very hot weather that accompanied the harvest and of one of the earliest harvests ever: ripe red fruit, cherries in liqueur and a very evident note of…

I extended the ageing in wood by a year, bringing it to a total of three years spent in small casks with a capacity of 110 litres; the idea behind this extension was to fully enhance the aroma of…..

The aroma and flavour are what Rugiada 2004 currently presents most obviously; withered/dried fig, which characterises so many wines originating from Southern Spain.
And those are the wines that have always inspired me, because I think that Barbera has huge potential in that direction, especially if you have the courage to make a slightly extreme wine: obtaining 1000 litres of finished wine from 4.5 tonnes of Barbera grapes set aside to wither.

The 2011 harvest has given us 1800 50 cl bottles and 50 magnums.

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Questa la nuova etichetta della Rugiada 2011 perché la frase “quello che cerco l’ho nel cuore, come te” riassume perfettamente ciò che mi ha portato, nel lontano 2004, a creare un passito da uve Barbera e riprendere la vecchia usanza delle cascine piemontesi. Si conservava, appendendola, l’uva per poterla mangiare, come beneaugurante, durante il periodo natalizio quando l’intera famiglia si ritrovava per festeggiare la nascita di Cristo. L’uva che avanzava si pigia per ottenere un elisir da offrire quando in cascina arrivava qualche autorità: prete, vescovo, sindaco etc…
Produco Rugiada da più di 10 vendemmie ed ogni volta il vino é diverso perché l’appassimento non livella ma esalta le piccole e grandi differenze tra annata ed annata.
Una figata assoluta avere ogni anno un vino diverso da raccontare semplicemente perché frutto del binomio vigneto/terreno/meteo che tanto caratterizza la Barbera che é vitigno molto sensibile.
La cosa bella di questo vino é che dopo la pressatura viene condotta una fermentazione assolutamente libera che ogni anni si può arrestare a livelli si alcool ben diversi, perché diverso é il potere  osmotico esercitato sui lieviti da corpo del vino e zuccheri.
Ad esempio la 2011 ha 12.5%vol di alcool con 285 g/l di zuccheri residui e 8.10 di acidità totale ed é assolutamente figlia della caldissima vendemmia di una delle annate più precoci in assoluto: frutta rossa matura, ciliegia sotto spirito e…una nota molto marcata di…
Ho prolungato di un anno l’affinamento in legno per un totale di 3 in legni piccoli e caratelli da 110 litri; prolungato per andare dietro al profumo di….che volevamo risaltare.
Il profumo e gusto é quello che, al momento, presenta in modo più sfacciato  la Rugiada 2004 cioè il fico appassito/secco patrimonio di tanti vini del sud della Spagna.
Proprio a quei vini mi sono sempre ispirato perché credo che la Barbera abbia enormi potenzialità in quella direzione soprattutto se si osa fare un vino un pò estremo: ottenere circa 1000 litri di vino finito da 45 quintali di uve Barbera messe ad appassire.

Dalla vendemmia 2011 abbiamo prodotto 1800 bottiglie da 50 cl e 50 magnum.

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