Skip to content

Cabernet Sauvignon in Cascina Garitina?

15 giugno 2015

You’ve got Cabernet Sauvignon in #Nizza?

Incredible!

image

So many people say this to me, without knowing that it is the heritage of a not too distant past in which winegrowers, unfortunately, worked to seek alternatives to our local grape varieties. 

In the late 80s and early 90s, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Noir (red clones), Merlot and Sauvignon in particular were planted in the #Monferrato area.

The aim was to break free from static production, which was then based excessively on modest #Barbera and other autochthonous grape varieties, on one hand, and, on the other, to test the cultural aptitude of the area with varieties that had made history in great winegrowing areas the world over.

image

Only later did we discover that a territory’s success has less to do with the varieties cultivated than with the quality of the men and the characteristics of the terroir that they are able to bring out.
But getting back to Cabernet Sauvignon, #cascinagaritina has an interesting story to tell.
Thanks to the input of my uncle, in 1985 we planted some vine rootings of “Bordò” (as he called them in local dialect), knowing nothing about the grapes we were planting or about their characteristics.
Neither my dad nor my granddad had enough oenological knowledge to know how to manage it either in the vineyard or in the cellar.
My uncle said it was a very resistant grape, and that we should harvest it very late.
And that’s exactly what we did in 1989, aided by a late summer and early autumn that were absolutely perfect.
I remember harvesting it on the 31st of October, simply because it seemed strange to leave grapes in the vineyards after All Saints Day (November 1st).
With such a late harvest, obviously the analytical situation was characterised by an imbalance towards lots of sugar and a low acid content, and my dad and granddad knew that these were the ideal conditions for making a sweet wine. 
Yes, that’s right!
A sweet wine, filtered several times with filter bags to block and restart fermentation, while reducing the nitrogen in the must.
Consequently, the must ferments very slowly and with very little energy.
After six months, it was bottled in champagne-style bottles and the wire caps were applied by hand.
I still have a few bottles today.
A pigeon-blood red wine loaded with fruit and sweetness. Consistent sparkle, typical of slow bottle fermentation.
An artisan wine, filled with the skill and know-how that only experienced farmers possess.
The production process made it very hard to “tame” the yeasts, and numerous bottles exploded, until 1991, when we decided to adopt a more “modern” vinification technique, creating a dry wine, aged in wood. 
For several years I used all my Cabernet Sauvignon to make Amis, a blend with Pinot Noir and Barbera.
Then, from 1996 until 2000, I bottled a 100% Cabernet Sauvignon which, years on, is perfect.
Tasting these old bottles has filled me with the desire to try and make a few small barrels of this wine, just because I like it.
Having replanted some vineyards damaged by Flavescence d’orée and carried out the varietal rearrangement of others, if the 2015 harvest is good enough, I definitely intend to vinify 1800-2000 litres of 100% CS. If I do, I look forward to seeing you to taste it in 10 years’ time.

image

Ma a #Nizza avete il Cabernet Sauvignon? Incredibile esclamano in molti ma non sanno essere retaggio positivo di un tempo, non troppo lontano, nel quale, purtroppo, si cercarono alternative alle nostre varietà locali. Fine anni ’80 e primi ’90 si sono impiantati in #Monferrato Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Pinot Nero (cloni da rosso), Merlot e Sauvignon soprattutto, da un lato per smuovere la statica offerta ancora troppo basata su modeste #Barbera ed altri vitigni autoctoni, e dall’altra per testare attitudini colturali della zona con vitigni che hanno fatto la storia di grande aree viticola mondiali.
Solo più tardi abbiamo scoperto che il successo di un territorio prescinde dalla varietà coltivata ma dipende dalla qualità degli imprenditori e dalle caratteristiche del terroir che gli stessi sono in grado di far emergere.
Sul Cabernet Sauvignon in #cascinagaritina c’è una bella storia da raccontare.
Con lo zampino di mio zio impiantammo delle barbatelle di “Bordò” (così lui le chiamava in dialetto) nel 1985 senza sapere che uva fosse e che caratteristiche avesse.
Ne mio padre ne mio nonno avevano così grande formazione enologica per capire come gestirlo in vigna ed in cantina.
Mio zio sosteneva fosse un uva molto resistente e da raccogliere in maniera molto ma molto tardiva.
Così facemmo nel 1989 aiutati da un decorso di fine estate inizio autunno perfetto.
Ricordo vendemmiammo il 31 di Ottobre solo perché pareva strano avere dell’uva in vigna dopo i Santi.
Con una vendemmia così tardiva ovviamente si era ottenuto un quadro analitico sbilanciato verso tanti zuccheri e bassa acidità e mio padre e mio nonno sapevano essere le condizioni ideali per produrre un vino dolce.
Si avete letto bene.
Un vino dolce filtrato più volte con sacchi olandesi in modo da arrestare e far ripartire la fermentazione e nel contempo diminuire la carica azotata del mosto.
Di conseguenza il mosto fermentato molto lentamente e con poca energia.
Dopo 6 mesi si imbottigliò in bottiglie da champenois e si misero le gabbietta a mano.
Ne ho ancora qualche bottiglia.
Un vino dolce, rosso sangue di piccione, con molta frutta e dolcezza. Spuma consistente da rifermentazione lenta in bottiglia.
Un vino artigianale fatto con la sapienza dei contadini.
Fatto in questa maniera era davvero difficile domare i lieviti e molte bottiglie scoppiarono fino a che decisi nel 1991 di vinificato in modo più “moderno” cioè secco e affinato in legno.
Per qualche anno utilizzai tutto il mio Cabernet Sauvignon per produrre Amis assemblaggio con Pinot Nero e Barbera.
Poi dal 1996 al 2000 imbottigliai un vino 100% Cabernet Sauvignon che adesso a distanza di tanti anni é perfetto.
Dalla degustazione di queste vecchie bottiglie nasce la voglia di provare a rifare qualche botte piccola di questo vino perché piace a me.
Rifatte alcune vigne causa Flavescenza dorata della vite e riassesto varietale di altre, se il 2015 sarà una vendemmia all’altezza, sicuramente vedrà la genitura di 1800-2000 litri di CS in purezza. Nel caso ci si rivedrà per assaggiarlo tra 10 anni 😀

Annunci
No comments yet

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: